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| LA CONSULTAZIONE DAL
CHIRURGO ESTETICO |
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| Al giorno d'oggi, dal momento
che le tecniche chirurgiche si avvalgono di strumenti all'avanguardia
e che le cure farmacologiche evitano complicanza permettendo
un decorso postoperatorio più agevole e tempi di degenza
notevolmente ridotti, le richieste di interventi ed il successo
delle correzioni estetiche anche sotto il profilo psicologico
del paziente, sono in costante aumento. |
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Il chirurgo estetico che viene
consultato da un soggetto intenzionato a correggere eventuali
dismorfie fisiche, deve riuscire ad instaurare col paziente
un rapporto equilibrato, fornendo informazioni specifiche sull'
indicazione operatoria richiesta, ma senza imporre in alcun
modo la decisione definitiva dell'intervento.
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| Attraverso
un colloquio ed alcune domande, egli verrà a conoscenza
non soltanto delle implicazioni psicologiche causate al paziente
dalla presenza dal difetto fisico, ma anche delle condizioni
del suo ambiente familiare o professionale e della sua situazione
specificamente medica ( lo stato di salute generale, altri interventi
precedentemente subiti, l'assunzione di farmaci che possono
modificare le reazioni ai prodotti anestetici o causare svariate
complicazioni). |
| A queste informazioni farà
seguito la prescrizione di esami clinici e di laboratorio
e la richiesta di eventuali ulteriori indagini mediche
o visite specialistiche. Per quanto riguarda la tipologia
dei candidati all'intervento estetico esistono, oltre
ai casi "senza problemi", in cui il paziente
non presenta eccessive preoccupazioni e manifesta una
sicura determinazione nella volontà di eliminare
un difetto fisico, numerosi altri casi di pazienti cosiddetti
"imbarazzanti", che si presentano tali per disagi
di ordine emotivo e psicologico, in parte causati da problemi
personali, da difficoltà economiche, da un vissuto
faticoso o dall'attraversamento di momenti di crisi, dovuti
ad importanti cambiamenti della propria vita. |
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| A questi soggetti, il chirurgo estetico
deve accostarsi con molta cautela, valutando con estrema attenzione
il loro particolare equilibrio psicologico, che può rischiare
anche di rompersi o di aggravarsi in seguito all'intervento
chirurgico, essendo tale precarietà il segnale di disturbi
più profondi della personalità di ordine nevrotico.
Al termine della consultazione saranno scattate alcune fotografie
del difetto da correggere, sia per rispettare una precisa procedura
legale, sia per consentire al paziente una obiettiva visione
della dismorfia propria, così come essa appare in realtà.
In tal modo il chirurgo potrà valutare ulteriormente
la necessità dell'intervento di correzione e le possibilità
di miglioramento effettivo che l'operazione (chirurgica) può
offrire. |
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